The Box – C’è un regalo per te



“Perché una scatola?” “Perché tu vivi in una grande scatola, vai in giro dentro una scatola, lavori dentro una scatola, torni nella scatola e ti siedi sul divano davanti a una scatola, vivi in un corpo che è una scatola, e quando muori ti mettono in una scatola. Ecco perché una scatola!”.

E se un giorno uno strano individuo, serio, distinto e dall’inquietante volto sfigurato, ti facesse trovare fuori dalla porta una scatola? E se dentro la scatola ci fosse una pulsantiera? E se l’individuo venisse a trovarvi e vi offrisse un milione di dollari, solo per schiacciare il pulsante? E se il prezzo da pagare fosse che, una volta schiacciato il pulsante, una persona che voi non conoscete muore, voi cosa fareste?

La locandina del thriller fantascientifico di Richard Kelly

“The Box” è l’adattamento cinematografico di un famoso episodio (“Button, Button”) della serie tv Ai confini della realtà (un cult per quelli della mia età che hanno adorato Rod Serling e la musica introduttiva della serie), episodio qui ovviamente riletto ed enormemente ampliato.

L’episodio tv finiva con l’individuo che veniva a ritirare la scatola per consegnarla ad un’altra persona. Il film invece continua narrando le conseguenze che quel semplice gesto (schiacciare il pulsante) arrecherà ad altri e ai protagonisti stessi.


Così si prosegue alternando momenti di alta tensione, con scene che fanno saltare sulla sedia, a complicati teoremi scientifici, il cui senso sfugge ai più.

Buono, invece, il colpo di scena finale, in cui il marito della donna che ha premuto il pulsante deve scegliere tra la vita della moglie (che lui stesso dovrà uccidere) e quella del figlio (altrimenti condannato a cecità e sordità eterna).

Il film fa intendere che qualcuno dall’alto (“i padroni”), ci mette alla prova consegnandoci la scatola, e che dalla nostra risposta (premere o no il pulsante) dipenderà il futuro dell’umanità.

Il giudizio complessivo è alla fine più che sufficiente, anche se l’episodio originale nella sua semplicità era perfetto.

P.S. Non conoscete Ai confini della realtà? Procuratevi subito i dvd (esistono cofanetti per tutte le stagioni trasmesse, preferendo a mio parere quelle degli anni ’50/’60 in bianco/nero). Classici imperdibili: “Chi è il vero marziano?”, “E’ bello quel che piace”, “Tempo di leggere”, “Mostri in Maple Street”, “Un uomo obsoleto, “Un discorso per gli angeli”, “Un piccolo mostro”, “Cinque personaggi in cerca di un’uscita”, “La giostra”,” Ore perdute”; fra gli episodi a colori degli anni ’80: “Un po’ di pace”, “Parole in libertà”, “Un poker col diavolo”, “La prova”.



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