C.R.A.Z.Y. – le belle sorprese del cinema canadese, fra rock e scontri familiari



Zac Beaulieu è un ragazzo particolare. Nato il 25 dicembre, forse dotato di strani poteri curativi (anche se non sembra esserne molto convinto), ha tre fratelli maggiori (uno secchione, uno sportivo e uno tossico) e uno minore (un bue da divano). Il padre è un patito di Patsy Cline e,  ad ogni festività col parentado, si lancia in un’imbarazzante interpretazione di “Emmenez-moi” di Aznavour. Siamo in Québec, tra gli anni ’60-70, dove Zac compie il suo percorso di crescita personale, un percorso decisamente complicato a causa della sua omossessualità, che comincia ad emergere fin da piccolo, ma che lui cercherà per anni di reprimere, anche a causa degli scontri col padre, il quale non vuole accettare che il figlio “possa passare la propria vita a mettere il proprio pisello tra le chiappe di qualcun altro”. Ad accompagnarlo in questo percorso un elemento fondamentale: il rock. Da Bowie ai Pink Floyd, virando poi verso il punk e la new wave dei The Cure, Zac legherà ogni fase fondamentale della sua vita ad altrettanti brani fondamentali, per la gioia dello spettatore che sente vibrare nelle orecchie le note di capolavori quali “Space Oddity”, “Shine on you crazy diamond”, “10:15 Saturday night”, tutti sposati a meraviglia con le scene che accompagnano.        


Il regista Jean-Marc Vallée affronta il tema dell’omosessualità con grande raffinatezza, non cadendo in nessun clichè o in facili sentimentalismi, alternando molti momenti divertenti ad alcuni più commoventi, specialmente nel rapporto conflittuale padre-figlio e nel delicato processo di (auto)accettazione che li coinvolgerà e li costringerà a venirsi, alla fine, incontro. Bravissimi i due interpreti principali, il giovane Marc-André Grondin e Michel Coté, per un’opera che unisce sapientemente molte caratteristiche del cinema indipendente americano e il tocco “europeizzante” che l’origine canadese dell’autore riesce ad infondere. Una narrazione fresca, brillante, per una pellicola in grado di raccontare un’epoca e i suoi umori, senza perdere mai di vista il messaggio principale. Presentato nel 2005 a Venezia, C.R.A.Z.Y. fu una delle più belle sorprese del Festival, anche se, come accade spesso per questi film, la distribuzione italiana lasciò alquanto a desiderare.



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