ALEXANDER – Cronache di guerra di Alessandro il Grande (Anime – 13 episodi)



Prendete l’universo dell’antica grecia con i suoi simboli, le sue correnti di pensiero e provate a immaginarlo disegnato con una grafica in stile cyber-punk futuristico dove da un lato ogni simbolo, ogni oggetto viene stilizzato e valorizzato, dall’altro dove mezzi e armi restano attinenti al periodo di ambientazione (340 A.C).

Immaginate un uomo di origine macedone che decide di conquistare il mondo applicando al vissuto quotidiano e al suo modo di fare politica, idee nate da una delle più importanti correnti filosofiche dell’epoca, e provate a immaginare lo scontro che può crearsi nella sua coscienza quando queste idee entrano in contatto (e in contrasto) con le rispettive di altre correnti a lui contemporanee.

Tutto questo è Alexander, un misto di politica e guerra, dove dietro ogni scelta, ogni movimento, c’è un’idea filosofica tradotta in pratica. Alessandro Magno, il conquistatore del mondo, colui che spinto dal concetto di movimento è giunto in terre lontane dove nessuno aveva mai osato mettere piede, colui che ha sfidato e incontrato popoli sconosciuti, apparsi agli occhi dei greci come a noi potrebbe apparire oggi un extraterrestre. E mai “chara design” fu più azzeccato: per descrivere ogni popolo è stata adoperata una grafica stilizzata in modo diverso, lo scontro tra popoli si trasforma in scontro di simboli e grafiche, tutte spigolose, a volte assurde o irritanti… quasi sempre effeminate quando si parla di Grecia Classica, come a voler mettere in risalto un aspetto pressocchè normale della vita di Alessandro e di quella società, nella quale l’omosessualità era vissuta in maniera completamente diversa da oggi, più libera da forme di pregiudizio.


Ho letteralmente divorato questo anime di 13 episodi, e non soddisfatto ho visto anche il film dell’anime, un riassunto della serie con un inizio e un finale leggermente più esplicativo, ma con tanti ma tanti tagli (attenzione a non confonderlo col film vero e proprio di Oliver Stone). Lo ritengo il più bel Anime visto fino ad oggi, un piccolo gioiello dalla trama coinvolgente e dai continui colpi di scena, mai un calo di tensione, spunti di riflessione da pelle d’oca. Ritroviamo concetti di filosofia già noti a chi li ha studiati a scuola accompagnati da interpretazioni che, a detta degli esperti, sfiorano in alcuni casi la blasfemia e l’assurdità. Ad ogni modo concetti tanto astratti e surreali da ipnotizzare lo spettatore, non dimentichiamo che stiamo pur sempre parlando di un anime e non di un trattato di filosofia!

Quest’aspetto però può rivelarsi un’arma a doppio taglio, perchè se da un lato la presenza dei grandi filosofi del passato (Platone, Arisotete a Diogene) ne aumentano l’esoterismo, dall’altro il linguaggio può apparire noioso ed ostico a chi mai ha « masticato » nozioni di filosofia, rischiando di rendere l’Anime quasi un prodotto di nicchia.

Bellissime e azzeccatissime le musiche, stupendi i giardini pensili di Babilonia e la ricostruzione della battaglia di Gaugamela, impressionante l’arrivo dell’esercito in India, all’epoca fuori dal mondo conosciuto, dove un pregievole lavoro di stilizzazione grafica rende a pieno lo stupore e lo sbigottimento provato da entrambi i popoli nell’osservarsi reciprocamente per la prima volta.



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